BIG FISH, VI PRESENTO LA MIA ACADEMY!

Tempo Academy al Linecheck: vi presentiamo la new school di Big Fish

Massimiliano Dagani, in arte Big Fish, non ha bisogno di presentazioni: stiamo parlando infatti del produttore multiplatino e DJ più famoso che la scena hip hop italiana ha la fortuna di avere da oltre vent’anni nel suo giro. Fabri Fibra, Vacca, Mondo Marcio e Diplo sono solo pochissimi tra i grandi nomi italiani e internazionali che si possono trovare tra le sue collaborazioni. Quest’intervista, perciò, non è focalizzata sul suo lavoro e sulla sua carriera, o almeno non direttamente.

Il 18 Novembre scorso infatti, Big Fish con Marco Zangirolami, produttore, musicista, compositore, arrangiatore, e DY1, o come eravamo abituati a conoscerlo, Dj Tayone, ha tenuto un workshop in occasione del Linecheck Festival, importantissimo evento per l’industria musicale italiana. Panel, masterclass, workshop e showcase che caratterizzano da anni la principale conferenza musicale italiana quest’anno non si sono fermati, ma si sono spostati tutti online per continuare un percorso iniziato a Milano nel 2015, che riunisce professionisti dell’intrattenimento musicale italiano ed europeo con l’obiettivo di confrontarsi, informarsi, conoscere e impegnarsi per investire, migliorare e puntare sempre di più sul settore.

È proprio in occasione del festival che siamo venuti a conoscenza di Tempo Academy, portale educational con l’obiettivo di essere il nuovo modello di riferimento per lo smart learning in ambito musicale. Esperti del music business, dalla produzione artistica al diritto d’autore, dal suono alla costruzione di uno studio, metteranno a disposizione le loro conoscenze per formare i nuovi professionisti del settore. Tutte le esperienze che il dj ha collezionato durante la sua carriera, i successi, ma soprattutto gli errori, hanno portato alla luce la necessità di svelare e di condividere i trucchi del mestiere con chi vuole fare della propria passione anche il proprio lavoro. Dopo il workshop, con Big Fish non abbiamo solo parlato dell’Academy, ma eravamo anche curiosi di conoscere le sue idee riguardo il mondo della musica, quello dell’istruzione, ciò che ci aspetta in futuro e gli abbiamo anche strappato un consiglio per tutti quelli che hanno la voglia e la forza di mettere al centro della propria vita la musica. Potete leggere qui tutto quello che ci ha raccontato!

Partiamo dall’inizio: quando e come è nata l’idea di creare Tempo Academy?

L’idea di creare Tempo Academy è nata durante il primo lockdown, dove ho avuto modo di staccare un po’ dalle mie attività e riflettere su nuove opportunità di lavoro. Il tutto nasce dal mio libro recentemente pubblicato per Mondadori Il Direttore Del Circo, dove espongo errori e traguardi della mia carriera. Ho deciso di mettere a disposizione delle nuove generazioni il mio know how, coinvolgendo anche altri professionisti del settore, in modo da guidarli nel loro percorso musicale.

 

Tra l’altro, tu sei un chiaro esempio di chi è riuscito a trasformare la propria passione in un lavoro: come hai fatto? Mi piacerebbe ci raccontassi qualche aneddoto su quello che si nasconde dietro alla tua carriera: incontri, occasioni, fortuna, scelte, studio, coincidenze…

La mia carriera è ed è stata esattamente l’insieme di tutte queste cose che hai elencato:

incontri, occasioni, fortuna, scelte, studio, coincidenze. Quando sei giovane hai molta voglia di condividere la tua passione con gli altri e ci metti tutto te stesso. Sul lungo periodo la cosa più importante è la tenacia, perché non sempre si otterranno successi. Bisogna andare avanti e non demordere.

Trovare scuole, corsi e master sull’industria musicale è difficile in Italia, se ne contano pochi, parlo per esperienza. Credo che, purtroppo, questa mancanza alimenti le voci che dicono che per lavorare nel music business ci sia bisogno solo di inserirsi e che poi tutto si impara sul campo, facendo. Sei uno dei pochi che ci può spiegare quanto invece è utile e importante arrivare sul campo avendo già una base di conoscenze e competenze da applicare.

 

Partiamo dal presupposto che esistano due livelli di competenze in questo mondo: quelle da artista e quelle da addetto ai lavori. Per entrambe è sicuramente necessario avere un background di competenze, non basta più il semplice “inserirsi” ed imparare sul campo.

Noi dell’Academy, a differenza delle scuole istituzionali, siamo professionisti del settore con un enorme bagaglio esperienziale da poter condividere con i nostri ragazzi, cercando di impedire loro di commettere errori che abbiamo commesso noi in primis nel corso della nostra carriera.

Iniziare a diffondere questo sistema d’istruzione aiuterebbe tra l’altro l’industria musicale ad essere considerata quantomeno alla pari delle altre industrie, e non solo un hobby, un passatempo o un’attività ‘non necessaria’, come capita di sentire soprattutto nell’ultimo periodo. Qual è il tuo pensiero in merito?

L’Academy fornisce ai ragazzi una formazione assolutamente professionale, frutto di persone che a tutti gli effetti attuano una professione all’interno di un’industria che nulla ha da invidiare alle altre. Sicuramente valorizzare questa percezione è tra gli intenti della nostra struttura.

Le lezioni sono dei video corsi, utili in questo momento in cui praticamente live è difficile pensare qualsiasi cosa. Come sono strutturati e come hai scelto i professionisti che li terranno?

I corsi sono strutturati in brevi capitoli basati sulle competenze e sulle esperienze del nostro roster docenti. La cosa più interessante però è la nostra suddivisione in pacchetti: infatti, oltre al video-corso base, i nostri studenti potranno anche accedere a delle consulenze personalizzate tramite videocall zoom o incontri dal vivo con i nostri docenti, oppure ricevere

gift mirati per la loro crescita artistica (casse, plug-in, accessori di varia natura, ecc). I docenti sono selezionati scegliendo il meglio di ogni settore dell’industria musicale. Sicuramente la didattica online è una modalità chiave in questo periodo, anche se la nostra intenzione è quella di trasferire l’Academy live appena sarà possibile.

Cosa pensi cambierà nell’industria musicale in futuro, soprattutto tenendo conto della situazione attuale?

Io credo che l’industria rimarrà esattamente come è ora, essendo questa situazione transitoria. Forse l’unico cambiamento che avverrà sarà una maggiore selezione sui progetti, cosa che nell’ultimo periodo è mancata un po’, portando a un’eccessiva produzione di contenuti a discapito della qualità.

Se per la formazione è più facile spostarsi online per i concerti invece non è proprio la stessa cosa… immagino tu sia d’accordo con chi dice che una piattaforma streaming non potrà mai sostituire davvero l’atmosfera e le emozioni che la musica dal vivo crea.

L’atmosfera del live è una cosa difficilissima da ricreare in questo momento storico. I concerti streaming funzionano davvero poco, se non per alcuni generi specifici (es. Musica Classica). Mi trovo assolutamente d’accordo con l’idea che il concerto dal vivo non possa essere replicato in digitale.

Il 2020 non è stato un granchè, ma tu hai comunque continuato a lavorare e ad impegnarti in un sacco di cose: raccontaci le cose migliori che ti porterai dietro di quest’anno.

Quest’anno mi è sicuramente servito per capire esattamente quali fossero le mie priorità equelle del mio lavoro, permettendomi di abbandonare tutti quei progetti che non mi stavano portando da nessuna parte. A livello artistico invece, le produzioni che reputo più rappresentative per me quest’anno sono Bella Così di Chadia e Soldi dall’Inferno insieme a Jake.

 

Mi piacerebbe finire così: che consiglio daresti a chi sta provando a trasformare la propria passione in lavoro, ma sente che è sempre più difficile?

Il consiglio che mi sento di dare è quello di continuare a viverla come una passione, senza forzare perché diventi un lavoro. Bisogna costruire la casa mattone per mattone e vedere se sta in piedi. Se si forza questo procedimento la casa crolla e non sempre basta ricominciare da capo.

 

Marika Falcone

Futura 1993 è il network creativo creato da Giorgia e Francesca che attraversa l’Italia per

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