Sfera Ebbasta

Baby è il primo passo di Sfera Ebbasta verso la musica latin?

“La Familia” è diventata l’immagine più iconica dell’ultimo lavoro discografico di Sfera Ebbasta, un dualismo con J Balvin che ha radici più profonde, e che ha trovato la sua migliore forma (fino a ora) nel singolo “Baby”, pubblicato in “Famoso”. Il brano è indiscutibilmente il più pubblicizzato/streammato dell’album, lo testimoniano i numeri (13,5 milioni su Spotify e 5,3 milioni sul video ufficiale su YouTube), lo testimonia la direzione commerciale del progetto. Un successo annunciato, che apre gli occhi anche sull’evoluzione del rapporto tra Sfera e la musica latin, una scintilla cresciuta attraverso step di riconoscimento. Il legame si avvia sulla continua ricerca melodica di Sfera Ebbasta, forse uno degli artisti italiani con una maggiore personalizzazione vocale, segno di riconoscimento in un universo latin caratterizzato da voci indistinguibili come Ozuna, Anuel, lo stesso Balvin e Bad Bunny.

Uno dei primi in Italia

Allontanandosi dagli esperimenti Fred De Palma/Rocco Hunt con l’artista spagnola Ana Mena, i due personaggi più attenti al pubblico musicale internazionale più vasto, ovvero quello latin, sono stati Dani Faiv e Sfera Ebbasta. Ma se il primo sta affrontando un processo di ricostruzione della figura nel rap game italiano, Sfera Ebbasta ha allungato entrambe le mani verso lo scrigno. Ciò che ha contraddistinto l’artista di Cinisello rispetto ai colleghi nell’immaginario nazionale, è stata la lungimiranza delle scelte, unita a una predisposizione arrogante al raggiungimento degli obiettivi.

Un salto nel vuoto

Il salto di Sfera Ebbasta da “Machica”, prima collaborazione con J Balvin e G-Eazy, a “Baby” è notevole. Non solo per la maturità artistica raggiunta dal rapper milanese, ma anche per il modo in cui è riuscito a mantenere la traccia col cantante colombiano, in questo momento il terzo artista più ascoltato al mondo. A questo si aggiunge anche la scelta di evadere dalla comfort zone di Charlie Charles, che gli ha permesso di espandere le sonorità con cui cercare nuove costruzioni. Proprio Sfera, nel podcast dedicato alla produzione dell’album ha parlato del suo salto nel vuoto nella scelta di non far produrre a Charlie Charles le basi dell’album. Sky Rompiendo, fidato collaboratore di Balvin e uno dei produttori latini di riferimento, non è stato il peggior salto della fede per Sfera Ebbasta, men che meno i vari Diplo, London on the track, Steve Aoki, Junior K.

Un nuovo mercato?

Ci attendono anni ricchi di nuove sonorità, anni di esperimenti. Sembra solo ieri che XDVR e l’autotune suonavano alla nostra porta, mentre Maruego guardava ad Atlanta e portava le sonorità 808 nella penisola italica. Sembra esser finito il primo giro del mondo per Sfera Ebbasta, arrivato a raccogliere i primi risultati internazionali, dopo non aver fatto neanche così tanta fatica a egemonizzare il mercato italiano. Adesso porsi una domanda risulta fondamentale per comprendere eventuali evoluzioni musicali dell’artista: potrebbe essere “Baby” il primo vero passo di Sfera Ebbasta verso la conquista di un nuovo pubblico, quello latin? Solo i numeri, e un eventuale deluxe, ci potranno chiarire tutto. Fino ad allora ci godremo il singolo e il suo video ufficiale, una delle più grandi operazioni video commerciali dell’industria musicale italiana. 
 
Articolo a cura di Vincenzo Nasto!