ORO BIANCO E NERONE, ADESSO PARLA IL VERO HIP-HOP!

Partiamo dall’inizio: la prima volta che vi siete incontrati e un aneddoto che ricordate col sorriso.

ORO BIANCO: Il ricordo più vecchio che ho con Max è la prima volta in studio insieme: ci siamo beccati per puro caso, dal nulla è nato un freestyle e ci siamo fatti anche una cifra di collassate… da lì è nata anche un’amicizia vera.

 

Due approcci abbastanza diversi in musica come si trovano invece ad andare d’accordo nella realtá?

ORO BIANCO: Io e Max ci troviamo molto bene a livello umano prima che musicalmente e per due artisti credo che questo sia un aspetto fondamentale per poter lavorare insieme e ottenere dei buoni risultati. Inoltre veniamo più o meno dagli stessi contesti quindi è stato ancora più facile creare un bel rapporto.

 

Arrivati a questo punto vi chiedo, da dove nasce il vostro ultimo feat. Il Piú Regolare?

ORO BIANCO: Nasce dalla voglia assurda di fare un pezzo drill vero e forte. Ne stavamo parlando da un po’ di tempo e volevamo mettere i puntini sulle i per quanto riguarda la drill italiana fatta nel modo vero.

 

E il chiamare in causa due diversi produttori?

ORO BIANCO: Viene semplicemente dall’idea di mischiare la grande esperienza di Biggie con un ragazzo giovanissimo, che è Matt Curry. Alla fine hanno fatto un lavoro incredibile creando questo beat che “fa veramente brutto”! Quindi è stata la scelta migliore.

 

Album usciti e album che verranno: per Oro, da cosa vien fuori No LaBEL; per Max, anche quest’anno sarai fuori col disco dopo l’EP con Warez?

ORO BIANCO: No Label è venuto fuori dal discreto successo che ha avuto Capotavola, che è uscito da indipendente e questa cosa la gente l’ha apprezzata parecchio perché è stato un disco completamente autonomo, senza nessun personaggio dietro. Con No Label ho voluto semplicemente sottolineare ancora di più questa cosa, inserendo dei featuring americani e dimostrando che, anche da soli, si riesce ad arrivare a determinati livelli, senza dover per forza avere qualcuno dietro. No Label ha, appunto, riconfermato questa cosa.

NERONE: No comment.

 

Insieme, invece, c’è da aspettarsi altro?

ORO BIANCO: Con Max, come dicevo, c’è un bellissimo rapporto personale quindi mi auguro che ci sarà altro. Perché no? Il pezzo sta andando bene, abbiamo messo in chiaro le cose, quindi avanti tutta!

 

Per smorzare i toni andiamo un po’ off topic. Tik Tok dimostra che la giusta canzone può arrivare a cosí tanta gente aggirando chissá quali strategie di marketing, in questo caso Sssh Puta. Oro come hai reagito a quell’improvvisa viralitá e in generale quali sono i vostri contatti con la piattaforma?

NERONE: Dico io la mia: Tik Tok, un po’ come le classifiche, va un po’ a culo un po’ a gusto delle persone, nel senso che tu fai una canzone ma non è che la prepari proprio per Tik Tok (a parte qualche paraculata). L’effetto che ha sulla gente non te lo aspetti mai, può succedere di tutto. È andata bene a Oro con Sssh Puta, potrebbe andare bene a me con qualche altro pezzo anche se dubito che la mia fanbase abbia Tik Tok… però se dovesse capitare, perché disdegnarlo? 

 

La quarantena ha bruciato qualche vostro piano sulla tabella di marcia?

NERONE: No, non ha bruciato niente: abbiamo lavorato come pazzi. Per esempio io e Warez siamo riusciti a uscire con un joint EP, abbiamo collezionato freestyle e abbiamo preparato il piano di battaglia per l’inverno (una cosa che avremmo comunque fatto, ma da casa magari siamo stati un po’ più concentrati).

 

Collegata a questo c’è la questione live, non poter suonare abbiamo capito che fa molto a livello di introiti. A livello personale forse ancora di piú…

NERONE: Non poter suonare è una rottura di palle. Preparare nuova musica con la consapevolezza che non la suonerai non è stimolante. Non è stimolante sapere che non ci sarà contatto umano con le persone e per noi, che siamo animali da palcoscenico, è l’80% del lavoro, nel senso che il 20% dell’anno siamo in studio ma poi speriamo di suonare i nostri dischi… insomma, adesso abbiamo un bel problema.

 

Venendo entrambi da Milano, che ne pensate dei giovanissimi che stanno emergendo e delle varie zone ben mappate sulla cartina geografica del rap?

NERONE: Io mi sono trasferito dalla zona 4, dove sono nato e cresciuto, a San Siro e devo dire che i ragazzini stanno volando. Sono molto bravi e hanno squadre di amici che combattono per loro ed è bellissimo. Io non ce l’avevo e neanche Oro: noi abbiamo avuto i nostri primi gruppetti e poi coi primi soldi, le prime rotture di coglioni, ci siamo disgregati tutti. Certo, resta una cosa vera anche questa, come sono vere queste piazze di ragazzini, quindi viva la verità e mi auguro che la necessità di fare rap, non la voglia di diventare famosi, gli apra la strada!

 

Lasciati i ragazzi di Milano andiamo un attimo oltreoceano. Qualche nuova uscita fuori di testa che consigliate a chi ci segue?

NERONE: Ultimamente ascolto solo Pop Smoke, sarà un anno e mezzo che ascolto solo lui perché non è uscito niente che mi prende di più. Sì, c’è anche qualcosa di UK drill – magari Abracadabra, Dutchavelli e quel giro lì – però è sempre roba drillona, quindi più o meno la roba che abbiamo fatto io e Oro.

 

Infine tornando al vostro rapporto, cosa sperate l’uno per l’altro a livello lavorativo e personale?

NERONE: Voglio vedere Oro Bianco felice e miliardario, perché se lo merita, perché è un bravo ragazzo, perché è vero e poi perché gli faccio da manager ahahaha dunque “Lunga vita a Oro Bianco e a suoi soldi!”. Spero di vedergli fare un sacco di belle cose e da manager, non da rapper, spero che venda più dischi di me, così un giorno andremo insieme in America… mi piacerebbe tantissimo.

ORO BIANCO: Credo che Nerone non abbia ricevuto tutto quello che gli spetta da quando ha iniziato a fare il rap, quello vero. È sempre stato aperto a collaborare coi giovani – ovviamente quelli che stima – e ha avuto modo di lavorare con artisti del suo calibro e secondo me, appunto, non ha ancora ricevuto quello che gli spetta, ma gli auguro con tutto il cuore che arrivi quel momento, perché se lo merita, anzi sono sicuro che arriverà.

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