POCO AUTOTUNE E TANTO SUCCESSO, IL TREND E’ CAMBIATO?

Nelle ultime uscite di Guè Pequeno ed Ernia, ha fatto piuttosto riflettere l’assenza quasi totale dell’autotune. Uno strumento generalmente molto utilizzato dalla scena Trap italiana e chissà se questo possa essere un segnale verso un importante ritorno alle origini. Si dice che ultimamente stia tornando di moda il vintage e a quanto pare sembrerebbe aver coinvolto anche il mondo del rap, con dei dischi e delle tracce più tendenti alla vecchia scuola o comunque ad un sound più naturale.
 
In Mr Fini di Guè possiamo trovare ad esempio dei pezzi come Ti Levo le collane e Ti Ricordi. Il primo che ricorda molto lo stile hip hop anni’90, mentre il secondo è un pezzo con un sound molto leggero e naturale, in perfetta linea con ciò che stavamo dicendo sopra. All’interno del bellissimo disco di Ernia Gemelli, troviamo la traccia intitolata nemmeno a farlo apposta Superclassico e non scordiamoci a proposito di Guè di Puro Sinaloa. Il remake di Puro Bogotà, che ci fa pensare sempre più a questa nostalgia del vecchio Hip Hop, che con l’avvento della Trap è andato praticamente a scomparire. Per gli appassionati del rap di lunga data, può soltanto che far piacere ovviamente questo ritorno alle origini e ci fa allo stesso tempo pensare che questo giocattolo della Trap si stia pian piano rompendo. 
 
Sicuramente l’esplosione di questo sottogenere ha avuto degli effetti molto positivi per tutto il movimento dell’Hip Hop, portandolo sempre più verso il grande pubblico. Allo stesso tempo però il trattare sempre le stesse tematiche e ascoltare molte tracce con un sound troppo simile, può portare alla lunga alla decadenza della Trap. Un esempio possiamo farlo con la DPG, che all’inizio aveva anche spaccato, facendo scalpore e portando cose mai viste in Italia. Lo stesso gruppo che tuttavia negli ultimi anni sembrerebbe esser diventato piuttosto ripetitivo e che aveva tentato di avvicinarsi al pop, salvo poi tornare nell’ultimo mixtape al loro vecchio stile. Un percorso diverso lo ha fatto il loro ex membro Side Baby, forse proprio per quel discorso di cui stavamo parlando. 
 
Il trapper romano che ha scelto si di fare la trap, ma tuttavia con argomenti differenti, con un sound e dei testi molto introspettivi. Una scelta questa che ad esempio gli potrebbe permettere di avere maggior longevità nella discografia, a differenza dei suoi ex colleghi che dovranno essere bravi a reinventarsi. Se la Dark Polo Gang possiamo considerarla tra i capostipiti della trap in Italia, non possiamo dire che lo sia anche dell’autotune. Tra i primi ad utilizzare questo strumento possiamo annoverare sicuramente i Club Dogo, che si sono dimostrati in un certo senso sempre un passo avanti. Lo stesso Guè che poi ha portato delle tracce trap già all’interno dell’album Vero nel 2015, ma allo stesso ha saputo reinventarsi alla grande nel suo ultimo album. 
 
Il Guercio che ha definito il suo Mr Fini un kolossal che possa rimanere nel tempo e questo fatto che sia poco presente l’autotune ci può far senz’altro riflettere. L’autotune può dunque funzionare alla lunga? E’ una domanda ovviamente molto complicata a cui rispondere, ma se ci vogliamo sbilanciare come tutte le mode hanno degli up and down. Questo strumento ha avuto e sta avendo ancora il suo momento di gloria, ma allo stesso sembrerebbe essere in decaduta. Anche se dovesse momentaneamente sparire, siamo sicuri tuttavia che potrebbe presto ricomparire e diventare a sua volta un nuovo vintage. 
 
Articolo a cura di Giovanni Paciotta!

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