skioffi rap
Il rap associato all’hip-hop, come sappiamo è un genere musicale affermatosi nella seconda metà degli anni Settanta in una comunità di New York, come strumento di protesta e presa di coscienza più pacificato, favorendo integrazione e scambio culturale.
Questi sono i valori della musica rap ma siamo sicuri che vengano ben interpretati da tutti i rapper, i quali hanno la “responsabilità” di far conoscere a tutto il mondo questo genere di musica? Questa domanda sorge spontanea dato che non sono state poche le critiche mosse nei confronti di alcuni artisti rapper come Junior Cally e Skioffi. Partiamo da quest’ultimo:
Artista italiano di 27 anni, Skioffi si avvicina alla musica studiando nella scuola di Percentomusica di Roma ed entrando a fare parte di una crew hip-hop di Cassino dal nome “Menti fertili”, ma viene conosciuto dalla maggior parte del pubblico in televisione, nel talent show “Amici di Maria de Filippi” nell’anno 2019. È subito salito agli onori della cronaca per via del suo brano “yolandi”, testo dai contenuti fortemente violenti e incentrati su un femminicidio. Anche altri brani come “psicopatico” contengono passi a dir poco sessisti. Oltre a questi, fanno parlare anche il titolo e i versi del suo primo album “Charles Manson” , dato che proprio nel brano che riprende il nome del titolo dell’album si parla dell’uomo che, nel lontano 1969, ha spezzato la vita di Sharon Tate, la giovanissima moglie di Roman Polanski in attesa di un bambino. La poetica di Skioffi può essere considerata violenta e “machista”? Nel programma “amici” cerca di giustificarsi dicendo che ci sono stati dei fraintendimenti, di essere stato male interpretato e di essere pervenuto, nel tempo, ad una maggiore consapevolezza delle cose e anche per questo che su YouTube e sui social, ha pubblicato un video musicale del suo brano “killer”, nel quale si può vedere che abbraccia una donna per dimostrare di non avere nessun pregiudizio contro le donne.
 Per quanto riguarda l’altro artista; classe 1991, Junior Cally ha iniziato la propria attività musicale con la partecipazione ad un concorso della casa discografica Honirolabel con il nome “Socio” ma senza però ottenere notevoli risultati. Dopo un periodo di pausa decide di approdare sulla scena musicale italiana con la nuova identità di Junior Cally, noto per portare sempre sul viso una maschera antigas. Nel 2017 è stato pubblicato il suo primo singolo “Alcatraz” e dopo diversi singoli e album decide di partecipare al festival di Sanremo 2020 con il brano “no grazie”, ma a venti giorni dall’annuncio della sua partecipazione, questa ha destato polemiche nell’opinione pubblica, scaturite dalla precedente attività artistica e in particolare dai brani “Strega” e dal rifacimento “si chiama gioia” contenenti un linguaggio violento nei confronti del genere femminile ritenuto ,da molti, inaccettabile in un momento in cui il fenomeno della violenza di genere sulle donne è considerato un’emergenza sociale. Anch’egli, come Skioffi, porge le sue scuse a quanti si siano sentiti offesi dai testi delle sue canzoni ritenuti volgari, sessisti e violenti. Ha spiegato di aver composto i testi incriminati in passato e in un altro periodo della sua vita aggiungendo anche che, purtroppo, il suo è un linguaggio che rappresenta la realtà nuda e cruda come se fosse un film; ma è anche quello che attraverso la musica gli ha dato speranza e gli ha salvato la vita in un momento in cui viveva una situazione particolare riportando in luce, attraverso il racconto della sua esperienza di vita, i veri valori del rap.
Posso quindi concludere che forse questi artisti, essendo giovani, potrebbero avere una capacità espressiva, dettata dall’impulsivita’ nel rispondere agli eventi che accadono nella società che finisce nel far esprimere, nei loro testi, qualcosa che è il contrario di ciò che realmente volevano dire; oppure la loro personalità è talmente inconsistente che da “tigri” possono trasformarsi in “gattini” e viceversa? Quel che si evince da tutto ciò è che si sta dando, con questi nuovi artisti emergenti, un significato errato di ciò che realmente è la musica rap o questo tipo di denuncia sociale è quella più giusta per il periodo storico nella quale viviamo?
Articolo a cura di Monia Vannoli!