3 APRILE, RICORDANDO JOE CASSANO…

L’artista e l’innovatore che ha permesso la nascita del Rap.

Il Rap ha avuto il successo che meritava grazie ad artisti come Fibra e la Dogo Gang, che negli anni novanta hanno spinto la loro musica anche se considerata lontana dal tessuto sociale dei media e della stampa. Si veniva visti come outsider, ci raccontano gli artisti ricordando i loro esordi, e se in America tutto si deve a TuPac e alle voci negre che hanno utilizzato il rap come ribellione, l’Italia deve obbligatoriamente ricordare Joe Cassano.

In molti hanno allontanato l’idea che le fondamenta della street Culture possano partire da Joe Cassano, ma noi no.

Il rap ha dimenticato molte cose, tramite l’evoluzione sociale e tecnologica che ha permesso ai nuovi stili di passare rapidamente dal Rap alla Trap, senza rispettare molto la struttura originale, presentando a volte, risultati pressocché mediocri. Le regole sono cambiate e ce ne siamo resi tutti conto, e soprattuto la memoria è svanita, ricordando solo chi è salito in alto, senza considerare uno zoccolo duro di artisti che ha lavorato sodo, soprattutto quando Rappare e scrivere in metrica non era considerata poesia come oggi, ma un modo di evitare il lavoro salariato.

Le nuove generazioni non ricordano e forse non conoscono Joe Cassano. Nato a Bologna il 25 novembre del 1973 e morto proprio il 3 aprile del 1999. E’ stata la prima scuola di Inoki, altro artista che ha subito un calo drastico della sua linea musicale dopo alcuni dissing e dichiarazioni che al pubblico non sono affatto piaciute. Eppure si parla di musica, e come dice bassi maestro “In America l’industria musicale è basata su un negro che si è stampato un disco”.

Tra i primi che autoproducevano in studio c’era proprio Joe Cassano, cresciuto a Brooklyn, NewYork, che agli inizi degli anni 90 usciva con il suo pezzo autoprodotto “Dio Lodato” che tutti hanno ascoltato, anche chi oggi si è dimenticato trenta anni di cultura HipHop. Nel 1999 con Friz Da Cat e Inoki scrive “Notte e Giorno”,una poesia che ha scosso tutti i pantaloni larghi Bolognesi. In seguito lo troviamo nel progetto Fibra “Teste Mobili” alla quale siamo certi Fabrizio Tarducci sia ancora fedelmente legato.

Ad ascoltare le parole di Joe Cassano nel suo poco materiale che ci ha lasciato, possiamo trovare la verità di una cultura che ha avuto troppo velocemente una evoluzione e che presentaora una identità attuale indefinita, spesso irrispettosa e sempre fedele alla fama ma raramente alla multiculturalità e ai contenuti.

Non crediamo assolutamente che si possa portare nuova forma musicale senza rispettare chi alla partenza ha portato uno stile controcorrente e che ha gettato le basi, anche con enorme difficoltà, rappresentando la Street Culture per una fetta sociale che viveva ai margini della società e che stava aspettando una nuova dimensione di espressione.

Il 3 aprile quindi, ricordiamo Joe Cassano, morto a 25 anni per arresto cardiaco, ringraziandolo a nome di tutti per il suo lavoro e invitando ad ascoltare i suoi lavori su Youtube, ricostruendo le  basi per questa cultura che, ripetiamo, a volte dimentica l’amore che gli è stato dato, riversando concetti lontani di appartenenza, rinnegando il suo vero volto.

Hip Hop e Cultura, nascono con Joe Cassano, ribelle, artista, musicista, writer, e Rapper alla quale vanno i nostri più sinceri omaggi, auspicando che le nuove generazioni possano comprendere cosa vuol dire fare musica, senza avere obbligatori riconoscimenti dagli ascoltatori, portando dentro un arte profonda, senza eguali.

A cura di Manuel Berardicurti!

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