MARLON, ECCO CHI SONO DAVVERO!

Per chi non ti conoscesse, ti va di presentarti?

Certo, sono Marlon. Non mi piace essere definito rapper o trapper. Sono un cantante urban che sperimenta le sonorità della West Coast americana unendola a dei banger e sonorità chill da club.

Nei tuo brani si trova una ricerca maniacale di linee melodiche particolari, quanto ci tieni a questo aspetto?

Tengo tantissimo ad avere un flow riconoscibile, cosa che nella mia generazione Z fanno davvero in pochi e sono dell’idea che quando senti un pezzo in un’altra lingua, la cosa che ti colpisce è il flow, la melodia. E io voglio proprio questo: che qualsiasi persona ascolti la mia musica possa rimanere stupita senza barriere di lingua, provenienza o classe sociale.


Raccontaci il tuo primo ricordo legato alla musica

A nove anni ho scritto una canzone che si chiamava “Non sono famoso” e da lì ho capito che nella vita volevo fare musica.


Quanti sacrifici a causa della musica?

Tantissimi. Quando insegui un obiettivo di questa grandezza, devi dedicare tempo, anima e testa, devi rinunciare a tante cose e investire tutto ciò che hai nel promuoverti senza una sicurezza che ciò che vuoi accadrà. Quindi raga, se avete un obiettivo, qualsiasi esso sia, non mollate mai, continuate a lottare e trasformate il vostro sopravvivere in vivere.


Rap mainstream, un bene o un male?

Un bene. Anche se io sono molto giovane, ho solo 17 anni, ascolto il rap da quando ne avevo 6 ed è come se io appartenessi alla generazione precedente alla mia, proprio perché ho iniziato ad ascoltarlo quando ero molto piccolo e i rapper non erano visti bene, venivano presi di mira dai media e derisi con “yo”, “bella zio”. Adesso sono mega felice che i miei colleghi abbiano preso la fetta di mercato più grande e, per come sto lavorando, non ti nascondo che entro qualche mese riuscirò a prenderla anch’io.


Pro o contro i feat a pagamento?

Tutti hanno sempre chiesto un pagamento, come è giusto che sia perché è un lavoro. Però ritengo di non aver bisogno di pagare un feat, ci vorrà più tempo, ma io e Vanju lavoriamo no stop a fare musica e stiamo crescendo. Spero che arriveremo presto ad ottenere un feat per meritocrazia, cosa che in Italia non va molto di moda.


Il tuo prossimo passo verso il successo?

Per conoscere il mio prossimo passo seguitemi su Instagram e lo scoprirete. Sarà una cosa grossa.


Chi sarà Marlon fra 10 anni? 

Spero, anzi sto lavorando, per diventare un artista di successo.


Saluta e ringrazia chi vuoi

Anzitutto saluto il mio producer, bella Vanju, poi saluto Federico e Andrea di Richveel che stanno seguendo il mio progetto, Thaurus publishing, ultimo, ma più importante, la mia famiglia “allargata”.

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