REIVEN: “VI RACCONTO LA MIA MUSICA CON LA MIA PERSONALITA'”

Ciao reiven, ipotizziamo che tu sia a un colloquio di lavoro per essere assunto come “esperto di rap” e arriva la classica domanda : “perché dovremo assumerla? Cosa rispondi ? Risponderei che non so cosa ci faccio ad un colloquio per venire assunto come “esperto di rap”, non mi ritengo tale, penso che ci sia tanta gente che di rap o di hip Hop più in generale abbia molte più competenze di me. Tra l’esperto di rap e l’artista penso che ci sia la stessa differenza che c’è tra un tossico ed un pusher. Relativamente poco tempo fa è uscito “Nightline”, se qualcuno ancora non l’ avesse sentita cosa si deve aspettare da tale brano? Mi piace pensare a “Nightline” come un vero e proprio flusso di coscienza, che ha come protagonista la città, intesa come una vera e propria persona. Parliamo un secondo di freestyle : Pensi che esista ancora la meritocrazia nei contest in giro per l’Italia? Certo, anche quando si perde immeritatamente. A volte una sconfitta immeritata ti da molto più hype e riconoscimenti di una vittoria. Poi penso che i freestyle riconosciuti come i più forti in Italia lo siano realmente, il Tyson ne è stato un’esempio. Il tecniche perfette ti ha sicuramente tante soddisfazioni. A tuo modo di vedere cosa deve avere un freestyler per poter vincere tale competizione? Per vincere il Tecniche serve tanta fame e tanto allenamento, oltre che una spiccata propensione a saper affrontare le gare particolarmente lunghe. “Freestyle Berzerker”, un qualcosa che raramente si trova sui canali youtube. Come mai questa scelta di un freestyle senza nessuna base sotto? Perchè ho scelto di mettere la pesantezza delle rime al centro, la forza d’espressione può prescindere anche dalla base per quel che mi riguarda. Come è il tuo rapporto nei confronti delle collaborazioni con altri artisti ? Inoltre ti faresti mai pagare per un feat? Per quel che riguarda i miei progetti sono molto chiuso. A meno che non ritengo che l’artista in questione sia perfetto per fare un qualcosa in più alla traccia preferisco sempre fare tutto da solo, anche perché detesto i progetti pieni di featuring. Inoltre non mi farei pagare per un feat, il rispetto artistico deve stare alla base di una collaborazione per quel che mi riguarda. Hai una rima da battaglia che ancora oggi quando ci ripensi ti esce un sorriso? “ Dopo questa sfida l’hip hop ti chiede una pausa di riflessione grossa quanto la pausa pranzo di CiccioGamer” hahahahahahah Domanda provocatoria : Nella musica di oggi si può riuscire a emergere senza crearsi un personaggio davvero forte sui social ? Non penso, un personaggio coerente e forte aiuta a rafforzare l’immagine che il pubblico ha di te e penso che ad oggi sia imprescindibile per un artista avere un immaginario che lo contraddistingue dagli altri. Quesito extra musicale : sappiamo che sei in periodo di esami universitari, non hai paura di finire a servire al mcdonald finito il tuo corso di studi? Un po’ si, ma sono fiducioso di poter conciliare il mio percorso di studi con la mia carriera musicale. Incrocio le dita e mi impegno a fare in modo di non passare la vita a friggere patatine. Come ultimo atto di questa nostra chiacchierata ti invitiamo a lasciare i tuoi canali dove contattarti salutando infine tutti coloro che ritieni meritino un tuo pensiero! Grazie del tuo tempo! Un ringraziamento speciale ai miei amici, sempre pronti a supportarmi, organizzare le trasferte e facilitare la realizzazione dei miei progetti. Grazie Vale, grazie Camillo, grazie Sergio, grazie Tobia, grazie Giordanetta, grazie Francesca. Ringrazio anche JD per lo spazio che mi ha messo a disposizione e tutti i lettori.
BANDOG RIPARTE DA “SOTTOZERO”…

Il rapper Bandog: “riparto da Sottozero” Sempre allergico alle regole del mercato, dei costumi e della vita preconfezionata, Bandog ritorna sulla scena musicale con un album destinato al grande successo. Un ritorno che suscita davvero tantissima curiosità; infatti l’album è il frutto di un risultato che arriva dopo anni di sacrifici scarniti dalle vicende della vita di tutti i giorni che hanno determinato l’esistenza dell’artista. L’album dal titolo ‘Sottozero’ è la rappresentazione del mutamento dell’uomo e dell’artista, il quale vive per vincere nonostante la provenienza dai vicoli della disperazione: “Qualcosa di inaspettato, irraggiungibile, partire da zero senza mezzi e allineamenti. Ca’ famm all’uocchie e tutto il mondo contro.” – conclude l’artista – “Con le lacrime, sudore e fame è nato l’album ‘Sottozero’. In attesa dell’uscita dell’album ‘Sottozero’ previsto per il mese di aprile, nei prossimi giorni inizieranno le riprese del videoclip, interamente girato a Vicenza con la regia di Max Angotti, costumi ‘NOHUG’, prodotto da GiuMa Editori, dal titolo ‘Il Trucco’ estratto dall’album ‘Sottozero’. Bandog racconta, in una sceneggiatura di strada, la superficialità di una società sempre più conformista lanciando il messaggio a colpi di beat.
DEBBIT: “ECCO LE MIE EMOZIONI AL MIC TYSON”

Debbit, qualcuno magari ancora non ti conosce, ti va di presentarti ? No. Se al giorno d’oggi non mi conosci la colpa è tua. Hai da poco partecipato alla terza edizione del Mic Tyson, come è andata? Il tutto è stato esattamente come me l’aspettavo, un evento storico. Io l’ho vissuto quasi come un organizzatore, perché avevo a cuore che tutti dessero il loro meglio e che se la vivessero al 100%. Tutti sono tornati a casa pieni di good vibes e di voglia di fare, dunque direi missione compiuta. Dici Debbit e pensi subito a un modo di fare freestyle irriverente e fuori dagli schemi, la domanda che alcuni si sono posti è la seguente : come si allena debbit per tirare fuori quelle uscite che tanto fanno infuocare il pubblico ? Si allena da solo e su distanze lunghe, ecco perché a fare i minuti (ma anche i quarti d’ora) sono uno dei migliori. Allenarmi da solo mi ha aiutato a mantenere uno stile incontaminato, a saper sempre scavare nella mia creatività e ad avere la padronanza dei flussi. La tua vita certamente è più quella di un freestyler che quella di un rapper che scrive testi, scelta voluta o necessità ? Ultimamente si, scelta voluta. Sembra un paradosso, perché in teoria un tempo magari uno da giovane faceva free per poi concentrarsi sui testi, io ho fatto quasi il contrario. Sono uno dei freestyler attivi con più roba uscita, ma ora mi sono focussato sul free perché ci vedo del potenziale. Raccontaci la tua prima e ultima battle. La mia prima, anzi le mie prime battle erano abbastanza particolari perché venendo io dalla borgata erp circondato da una comitiva abbastanza vivace, e portarli da un contesto come può essere il calcio a un contesto hip hop non è stato semplice, spesso ci capitava di finire a discutere in queste battle, proprio causa l’ indole dei miei amici non proprio dell’ambiente. L’ultima è stata quella al Tyson, che come ti ho già detto é Stata una bomba: ho perso ai quarti contro blnkay, vincitore finale. Secondo la tua visione della musica quanto sono importanti i “numeri social”nel mondo musicale odierno ? I numeri sui social sono importanti per l’aspetto lavorativo: tramite dei buoni numeri puoi lavorare, ma avere buon numeri non è sempre sinonimo di fare roba di qualità. Hai la possibilità di rubare una dote da freestyler a un tuo collega, a chi ruberesti qualcosa e perchè? Assolutamente nulla a nessuno, stai parlando col paladino dell’originalità. Al massimo du canne se sto senza (ride) Le motivazioni che ti hanno portato a iniziare questo tuo percorso sono le stesse che ti stanno portando a continuare oggi ? credo proprio di si, ovviamente con un’altra ottica e mentalità, ma ma base è la stessa. Domanda extramusicale : quale è secondo te lo sport più sottovalutato in italia ma potenzialmente il più bello? wrestling. 10) Concludiamo questo viaggio all’ interno del tuo mondo con i tuoi ringraziamenti e saluti nei confronti di coloro che hanno reso e stanno rendendo la tua esistenza speciale ! 10. Ciao belli, the best entertainer vi ringrazia, consapevole del fatto di essere venuto al mondo con l’unico obiettivo di generare intrattenimento per voi. È sempre un piacere vedere che tutto ciò vada a segno sempre meglio. Grazie di esistere.
TAKAONE: “ECCO LA MIA STORIA, DALLA STRADA ALLA MUSICA”

Manuel Vitale aka Takaone nato a Salerno nel 1985 precisamente al centro storico zona da genitori semplici il padre operaio e la madre casalinga insieme ai due fratelli maggiori. Abbandona la scuola molto presto per colpa dei suoi primi fermi, colpa del suo carattere ribelle e trasgressivo. In questi anni di turbolenza, inizia ad ascoltare musica, ma precisamente la categoria rap prettamente americana, quella musica che secondo lui – “di strada, la voce del ghetto la voce di quelli che nessuno considera”- ed è proprio per questo motivo la sua ricerca nella musica arriva negli ambienti della musica underground! -“La strada ha caretterizzato la mia vita fino a cadera nel tunnel della droga per ben 15 anni di sofferenza e difficoltà”-Dichiara- Ecco il motivo che lo sprona ad iniziare a scrivere le sue prime rime, fino a farlo sentire meglio, comincia ad usare la penna come sfogo. Dopo una lunga detenzione, grazie al suo amico Murzett Mc ha iniziato a incidere il promo del pezzo proprio con lui, che vedeva adattato in Takaona un potenziale pezzo intitolato “Sens Rappartenenz” dove ha riscontrato molto successo nel momento dell’uscita, considerando che ai tempi dell’uscita di questo pezzo i social erano poco usati, ma quando c’è nè fu la possibilità di caricarlo anche su YouTube ebbe molto odiens e finalmete la sua città cominciò a conoscerlo. -“Grazie alla musica ho salvato la mia vita!”- Esordisce così oggi Takaone- Dopo una lunga gavetta con le gare di freestyle, serate nei centri sociali e un pò alla volta anche grazie grazie all’aiuto di suoi colleghi rapper della scena napoletana e salernitana scende in pista sul serio. Il primo a notarlo fu Shada San produttore poi dei Moderup, purtroppo la sua proposta di collaborare insieme fu negata dal suo ennesimo arresto. Inoltre un’altra artista che Takeone tiene a ringraziare è Piervito De Rosa aka Grisù, una persona al quale oggi vuole dire grazie perché ha sempre creduto in lui; infatti grazie alla sue ospitate in radio e alle serate che gli ha sempre proposto ha contributo al suo ritorno sulla scena. Il Suo grande amico El koyote idolo da sempre e diventato oggi la sua spalla, grazie a lui fa conoscenza con molti volti noti del rap da Noyz a Palu’, per finire a Nto ecc..-“non ho mai lasciato il mio stile rap old school quello vero quello di strada però riportando le mie rime e le mie basi prodotte da Sirol allo stile Trap, che alla fine è il rap dei giorni nostri”- Dopo qualche pausa riprende a scrivere e prossimamente potremo ascoltare il suo nuovo lavoro “Vien a Verè”, inoltre questo 2019 gli ha anche portato una selezione per l’Honiro ent auditions. Mentre aspettiamo le prossime uscite diamo l’arrivederci a Takaone invitandovi a seguire i suoi social per non perdervi nulla. GIOVANNI MORRA
TYLER B, VI PRESENTO LA MIA SQUADRA E LA MIA MUSICA!

Tyler B, ci spieghi quale è la storia che si cela dietro al tuo nome d’ arte ? Tyler , nome che esce fuori nel lontano 2012 dal mio gruppo di amici storici , riferito in particolare ad un film che vede protagonista un giovane lottatore di nome Jake Tyler, associatomi per lo stile di vita, soprattutto per il suo carattere e per la sua fame di vittoria. Invece la B messa dopo il nome è l’iniziale del mio cognome. Da poco è uscita la tua nuova canzone “non è un dissing” . Come mai questa scelta di cantare in dialetto ? Ho scelto di cantare in dialetto nel brano ‘non è un dissing’ per una questione stilistica, sono fiero del mio dialetto e della naturalezza con il quale riesco a scrivere e cantare in napoletano. sono felice del fatto che ho dimostrato dimestichezza nel saper esprimermi anche in dialetto, è molto importante ed è come avere un’arma in piu. La canzone “white” è stata pensata direttamente su quella base dance o ci sono stati anche altri provini su altre basi ? ‘White’, è uno dei miei singoli preferiti, sia per musicalità che per significato, ci sono stati provini su altre basi ma è stata pensata e costruita principalmente com’è , abbiamo puntato ad una produzione non commerciale, particolare per questo genere e basata su un ritornello che resta impresso nella mente. Tutti i tuoi video superano come minimo le 25k di views. dando per scontato che un artista non si giudica per i numeri che fa, tu ti ritieni soddifastto per questi risultati ? Sono molto soddisfatto dei miei risultati, ci sono video sul canale che sono arrivati a varcare la soglia dei 100.000, mi ritengo molto fortunato che in poco tempo ho ottenuto tali risultati, non sono numeri comuni, di solito supero le 25.000 dopo 20/25 giorni dalla pubblicazione, spero di fare sempre meglio e di raggiungere più persone possibile con la mia musica. Agganciandoci alla domanda di prima ti chiediamo se ti ritieni emergente e quale è la tua personale definizione di tale parola Non so come definirmi, i numeri non sono proprio da emergente, pero effettivamente lo sono, almeno fino a quando non supero i miei numeri attuali. Magari potrei fare il salto di qualità entrando a far parte di un’etichetta importante o collaborando con qualche artista affermato della scena. Emergente per me significa: in cerca del salto di qualità. Raccontaci il momento nel quale hai capito che la musica sarebbe diventata parte integrante della tua vita Ho capito che la musica sarebbe diventata parte integrante della mia vita dopo il mio primo live, mi sono reso conto che è l’unica cosa che mi fa stare bene e nella mia vita voglio vivere di questo. Fatti dei complimenti insultandoti Napoletano Bastardo quanto spacchi !!!! Brutto animale da palcoscenico, sei un gorilla quando canti!!!! Figlio di puttana quanto sei grintoso !!!!! Hai dei testi ignorantissimi in certe parti,continua cosi !!! Pensi che il mercato musicale attuale sia saturo di musica ? Il mercato attuale è ricco di artisti, siamo in una scena ‘bella piena’ , pero confido molto nell ’ascoltatore e so per certo che il ‘vero’ sarà sempre riconosciuto. Di musica ce n’è, ma la qualità non è per tutti. Il gioco da tavola che ha cambiato la tua infanzia/adolescenza Un gioco da tavola che ha cambiato la mia infanzia è stato il risiko,, ti fa capire che per andare avanti nella vita hai bisogno di strategie. Questa vita è una guerra, organizzati per la vittoria !!!! Come ultimo atto di questa intervista ti invito a salutare e ringraziare tutti coloro che ritieni sia opportuno salutare ! Voglio salutare la mia ‘ Squadra’ il mio produttore (EMLEZ) e la mia famiglia. e tutte le persone che credono in me dal giorno zero . #fatelosapereatutti un abbraccio, Tyler B
MALAKAY: “VI RACCONTO LA MIA MUSICA E LA MIA ARTE”

Ciao Malakay, ti ringraziamo di averci concesso del tuo tempo per rispondere alle nostre domande. Come prima domanda vorremo chiederti di presentarti, e raccontarci cosa si cela dietro al tuo aka. Grazie a voi ragazzi! A dire la verità non ho più memoria di come mi sia stato affibbiato l’aka Malakay. È ormai tantissimo tempo che le persone mi chiamano cosi, forse è nato per scherzo tra amici, ma ho dei ricordi veramente troppo vaghi. Da poco è uscito “V Days”, il tuo ultimo ep: c’ è una traccia alla quale sei più legato di tale progetto ? Sì, “Vorrei”. Oltre ad essere molto personale è la prima traccia che ho scritto dell’EP, diciamo che è quella che poi ha dettato il sound di tutto il progetto. Ci sono molto affezionato, il beat mi ricorda l’r’n’b dei primi 2000, di quando ero bambino, e di cui sono un fan accanito; forse mi emoziona molto anche per quello. Parlando ancora di “V Days”, ciò che balza all’ orecchio fin da subito è la “freschezza” dell’ intero progetto: è stata una scelta stilistica ricercata o il tutto è venuto in maniera naturale? È successo tutto in maniera più che naturale, come ti dicevo prima il sound di tutto il progetto l’abbiamo pensato dopo aver chiuso “Vorrei”. Da lì in poi è stato tutto spontaneo, anche perché abbiamo scritto e prodotto tutto in 5 giorni, col mio team ci siamo proprio imposti di essere i più genuini possibile. Avendo l’ intero progetto sonorità molto “new generation”, ci viene spontaneo chiederti se secondo te esiste la diatriba tra rap e trap. No, la trap è un sottogenere e il rap è il contenitore, la trap resta comunque un tipo di rap. Solo in italia facciamo questa distinzione, non ho mai capito come mai. Parlaci del tuo rapporto con i produttori del progetto Ho lavorato maggiormente con Pherro che è mio amico da sempre, siamo nati e cresciuti nella stessa città e abbiamo iniziato a fare musica assieme da parecchio tempo. Da quando mi sono trasferito a Milano ho iniziato anche a collaborare con Luke Giordano, con cui abbiamo chiuso Wild Sex e siamo entrati subito in sintonia. 24H è invece prodotta da Sneccio, un amico che proviene dall’edm. Come ho sentito il beat ho chiuso il pezzo in 2 ore. Se ti dicessero che tra 24 ore avrai raggiunto il tuo prossimo obiettivo musicale, quale vorresti raggiungere ? Aver già chiuso il prossimo disco! Amiamo fare questa domanda spesso ai nostri intervistati, quindi la riproponiamo anche a te: hai mai pensato di mollare tutto ? Certamente, un giorno si e l’altro pure hauhaua. Però mi rendo conto che se non faccio musica sto proprio male fisicamente, entro in depressione e divento uno stronzo con chi mi sta intorno. Fare musica per me vuol dire affermarsi, dimostrare a me stesso che sono bravo in qualcosa, mi fa sentire soddisfatto e mi tiene equilibrato. Hai rimpianti per quanto riguarda il tuo percorso artistico? No, nessun rimpianto ma qualche rimorso si. Domanda extra musicale : come gestiresti la questione migranti se tu fossi al posto di Salvini e Di Maio? Se fossi al posto di Salvini e Di malo, prima di risolvere il problema immigrazione, dovrei risolvere il grosso problema di essere Salvini e Di Maio Come conclusione di questa nostra chiacchierata, ti invitiamo a salutare e ringraziare tutti coloro che ritieni meritino un tuo pensiero ! Grazie Exclusive Magazine one love, Mala
CANEDA: “LE MIE INFLUENZE, LA MIA ARTE, ECCO CHI SONO…”

Ciao Caneda. Lo staff di Exclusive magazine ti ringrazia per la tua disponibilità e ti dà il benvenuto. Iniziamo! Noisey, in un interessante articolo su di te pubblicato il 9 Giugno 2016, ti descrive come “un artista eclettico e sfuggente, il classico personaggio che o si ama o si odia.” Tu, invece, come ti descriveresti? Un sognatore La tua produzione è proficua, hai messo la firma su numerosi progetti e anno dopo anno la tua figura d’artista si è definita fino ad arrivare agli alti livelli in cui ti trovi adesso. Quale esperienza musicale ti ha lasciato dentro una traccia indelebile tanto da formarti e portarti ad essere quello che sei oggi? Credo di essere stato formato e influenzato dal primo genere di musica che ho ascoltato: la musica sinfonica, da cui ho imparato molto. Soprattutto ad ascoltare. Nella sinfonica ci sono tutti i suoni del mondo ecco per i grandi maestri erano pazzi,mentre noi che ne ascoltiamo massimo siamo stupidi. Osservando I tuoi lavori pubblicati su Spotify, appare chiara una certa somiglianza tra le copertine di “Nato nell’acqua”, “Sinatra” e “La dolce vita”, a partire dal colore e dal modo in cui il soggetto dell’immagine è raffigurato. Ha qualche particolare significato questa scelta? Purtroppo sono sempre stato indipendente e ho sempre dovuto fare tutto da solo,avendo poco tempo per curare le compertine dei miei mixtape ho puntato su cose semplici come ritratti impaginazioni e font ,ecco perché sono così semplici e simili. Nel 2011 è stata pubblicata una delle tue strofe più discusse e controverse di sempre, accompagnando Guè Pequeno nella leggendaria “Il ragazzo d’oro” tratta dall’omonimo album. Che cosa non ha capito la gente di questo pezzo? Primo: hai tempi il pubblico italiano non ascoltava rap americano e francese ,non sapeva cos’era la prima trap e i rapper italiani scrivevano e rappavano tutti nello stesso modo erano abbastanza tutti uguali ,io ho solo fatto quello che ascoltavo. Secondo: mi piace sempre studiare nuovi modi per fare rap ,(perché è così che si fa il rap)ed essere troppo avanti con i tempi non è sempre il massimo,vieni sempre copiato dagli altri rapper e non capito dal pubblico. E terzo volevo solo fare un pezzo divertente. Uno dei brani che più emoziona i tuoi fan è “In un mondo perfetto” che non può che farci riflettere sulla condizione umana così come da vari punti di vista tutte le tracce dell’album in cui è contenuto:”Nato nell’acqua”, datato 2012. Cosa possiamo fare per evitare la fine della nostra umanità? Non andare piu a votare e prendere esempio da Greta Thunberg Da dove nasce una canzone di Caneda? Descrivi l’ambiente perfetto e stimolante per la concretizzazione dei tuoi pensieri in musica. I film sono delle immagini nate dalla scrittura,io faccio il processo inverso, dalle immagini dei film e dai sogni faccio nascere le parole. Mi addormento con le cuffiette mentre sto ascoltando Caneda. Cosa sogno? Sesso I nostri lettori ti conosceranno sicuramente per la tua carriera di rapper, ma non tutti sanno che oltre a Caneda sei anche Cano, un artista che è passato dai muri alla tela. Che sensazioni hai provato quando per la prima volta hai visto una tua opera all’interno di una mostra? Mi sono cagato sotto,ho iniziato il percorso della pittura nei tunnel della metropolitana e in mezzo ai treni nei depositi di notte ,inventandomi sempre nuovi modi per scappare dagli sbirri e dalle bande di criminali che vivevano nei vagoni ,ma le inaugurazioni dei musei che ho fatto mi hanno sempre messo piu tensione. Nel corso della tua carriera artistica e musicale hai sperimentato stili e temi diversi non perdendo mai le particolarità stilistiche del tuo io artistico che sembrano in un certo senso rispecchiare la tua persona. Nel corso di questi anni, tra chi ti ha osannato e chi ti ha criticato, che cosa è rimasto sempre uguale in te? Quello che le persone non capiscono è che non scrivo per loro,non scrivo pensando alla classifica o se piacerà alle radio o al pubblico .scrivo solo per me.ecco perché la mia musica sarà sempre diversa da quella degli altri,non è nata per andare in classifica ma vuole andarci.come uno zarro all università La nostra intervista è terminata. Ti ringraziamo ancora per la disponibilità e le risposte e ti chiediamo in conclusione di ringraziare o salutare qualcuno che ti sta a cuore. Arrivederci! Non ho nessuno. Solo il mio lavoro. Neda
Juel, Muoversi sempre dalla testa ai piedi

Artista poliedrica, partecipa come ballerina a spettacoli teatrali e grandi manifestazioni quali “Grease” e “Compagnia delle stelle” al Sistina di Roma e “Battiti Live” nel Salento. Si esibisce come performer nello show “Great Lenghts” a Londra, Göteborg e Napoli. Molteplici le sue esperienze televisive come ballerina tra cui “Domenica In”, “Operazione Trionfo”, ”Veline”, “Paperissima” e “Ciak Si Canta” e come attrice nella sit-com “Io e Margherita” con Enrico Beruschi e nel film “Five Hours South”. Cresciuta facendosi strada tra le difficoltà della vita, tra le angherie della gente e la superficialità del vivere, affina una tagliente determinazione per raggiungere i suoi obiettivi senza scendere a compromessi. Sensibile alle problematiche sociali, crede nell’amore universale e nell’autenticità dei rapporti umani. Lei e Juel, l’ artista che il nostro JD ha intervistato per voi ! 1) Ciao Juel, come consuetudine la prima domanda che facciamo è sempre la stessa a ogni artista: Chi sei? sia musicalmente che nella tua vita “normale”. Prima di iniziare a chiacchierare vorrei salutare tutti i lettori e ringraziarvi per lo spazio che mi state dedicando. Juel è il mio alter ego musicale ma non è distante dalla persona che sono tutti i giorni. Non riesco a fare una distinzione tra Juel e Chiara. Anzi in realtà non voglio farla! Sono una donna con una grande necessità di comunicare. Ho iniziato esprimendomi con la danza ma con il tempo ho sentito l’esigenza di arrivare più direttamente alle persone attraverso la parola. La musica mi ha accompagnato in tutta la mia crescita, da quando avevo sei anni e imparavo a battere il tempo con le mani e con i piedi ad oggi che mi piace scandire il ritmo con le parole. Sono una persona dai principi semplici, cerco di comunicare amore e positività in tutto quello che faccio perché credo nella solidarietà e nella generosità d’animo. Sfogo anche tutta la mia rabbia per dei torti subiti, una rabbia che spesso viene confusa con cattiveria ma penso che sia tutt’altra cosa. Sono una donna che non si risparmia sia nei sentimenti, nei confronti di persone ben selezionate, che nelle azioni. Sono molto emotiva e sensibile, mi capita di commuovermi guardando la bellezza della vita che scorre in un animale, rido e piango anche a distanza di cinque minuti. Mi sacrifico molto per la musica, la Rispetto e la Amo. 2) Aprendo il tuo canale instagram si viene rimandati tramite le storie in evidenza alla canzone “Cenere e Polvere”, vi è autobiografia in questo brano? Molto spesso nelle mie canzoni parlo di me, di cose che ho vissuto o di qualcosa che almeno mi ha sfiorata. Cenere e polvere è un brano che rappresenta il passato e il futuro entrambi visualizzati come granelli materici. Una storia finita di cui rimane solo la cenere di un fuoco ormai spento, la paura di affrontare una nuova avventura, di mettersi nuovamente in gioco, di confrontarsi con qualcuno che non si conosce, ci blocca in un limbo che non ci permette di prendere al volo un nuovo amore sul quale si posa solo polvere. Mi è capitato di sentirmi in questo modo: bloccata e impaurita! Una storia finita male e che tornava sempre a bussare alla mia porta, non riuscivo proprio a liberarmene, rimanevo nella mia confort-zone per la paura di amare nuovamente. 3) Da poco tempo è uscito il tuo ep “Stronger”, vi è una canzone tra quelle presenti alla quale sei più legata? È difficile scegliere. Sono come figli… E non si può scegliere uno preferito. Ogni brano racconta una mia esperienza, un mio pensiero, una sofferenza o una speranza. Lascio decidere all’ascoltatore il brano che sente maggiormente vicino a sé. 4) Cosa rispondi a chi ascoltandoti dice: “Assomiglia a una Baby K di qualche anno fa ” ? Beh se mi si paragona a lei di qualche anno fa potrei essere quasi contenta… anche se non penso di avere somiglianze con lei, che comunque gode del mio rispetto sia per il suo percorso professionale che per quello che è riuscita ad ottenere ad oggi, anche se è dovuta scendere a compromessi artistici. 5) Domanda che amiamo fare sempre quando ci ritroviamo a confrontarci con “il gentil sesso”, nel mondo musicale esiste il maschilismo? Direi proprio di sì come in tutti gli altri settori. La donna sta conquistando molto nell’ultimo periodo ma ancora dobbiamo fare molti passi per raggiungere l’uguaglianza professionale, religiosa, sociale. 6) La tua musica riesce a unire in maniera eccelsa tecnica e musicalità, quanto ci hai messo ad arrivare a questo risultato che lesina la perfezione? WoW grazie! Che bel complimento! Sarei un’ipocrita a dire che faccio tutto da sola! Io scrivo il testo e la melodia e in questo sono autodidatta, tanti anni di pratica e penso che ci voglia anche un’idea molto chiara e un’identità musicale ben definita per riportare in musica un’idea embrionale che ti suona solo nella testa. Per la parte strumentale, musicale mi piace fare team, penso che il lavoro di gruppo apporti dei vantaggi al prodotto finale, due menti, tre o quattro sono meglio di una che ha una visione propria e limitata alle proprie conoscenze. Collaboro con un musicista che praticamente è il mio braccio destro e dove non arrivo io, lui ci arriva, anzi va oltre e fa suonare corde dell’anima che in quel momento non contemplavo. 7) Quanto tempo ti occorre per scrivere un tuo testo? Quando ho l’ispirazione cerco di scrivere il testo in poco tempo per non perdere il mood in cui mi trovo. È pur vero che ho tante influenze esterne, doveri e impegni che a volte mi deconcentrano e che quindi rallentano la mia composizione. Orientativamente per un brano posso impiegare dai due ai sette giorni dipende dal disturbo esterno. 8) La musica ti ha portato ad affrontare sacrifici? Assolutamente sì, ma come si dice, la passione si misura anche in base ai sacrifici che si fanno. Spesso le persone non sanno cosa vuol dire essere un artista indipendente e quanti sacrifici bisogna fare per supportare e
PURITANO: “ECCO LA MIA STORIA, PARTI’ TUTTO QUANDO…”

Parto con una curiosità: Qual è l’origine del tuo nome d’arte? Ha un significato particolare? Il nome “Puritano” racchiude in sé il ricordo dei tempi in comitiva quando mi chiamavano “Puro”, ed un aspetto religioso, di una persona pura, dal viso angelico…con un backstage movimentato. L’ho sempre sentito “mio”. Viviamo in un mondo sempre più colmo di moralità e puritanesimo, ho voluto esserne portavoce. A che età ti sei appassionato al rap e quali artisti ascoltavi?Ti sei ispirato a qualcuno di loro ? Sin dal periodo di Eminem, Slim Shady e l’uscita di 50cents, quando il rap avvicinava tutti e sfido chiunque a dirmi che non aveva P.I.M.P. come suoneria sul 3310. Da Machine Gun Kelly a Dave Weckl nel Jazz, ma potrei dirti anche Symphony X, Metallica o anche Lamb of God; finché la musica è di buona qualità, spazio tra tutti i generi. Quand’è che hai cominciato a rappare ed hai capito di poterlo fare seriamente? 2008/2009, testi in macchina scritti a penna su fogli protocollo a più non posso. Fare musica mi ha appassionato subito, avevamo un garage in cui suonare ed una cover band. Molti dei componenti sono ora parte della mia crew ovviamente. Più il tempo passava, più mi rendevo conto che il Palco era il mio regno; con una vita più movimentata del normale, di cose da dire ne ho a non finire, quindi “vabbè, famolo seriamente”. Ci puoi raccontare i tuoi primi lavori artistici con Honiro Label? Con Honiro Label una reale collaborazione a livello di etichetta discografica non c’è mai stata. Siamo sempre stati più amici che collaboratori, ci ha sempre dato la possibilità di caricare i nostri brani, dischi e video su i suoi canali e piattaforme digitali. È sicuramente la prima realtà alla quale ci siamo avvicinati sia Io, che Joe Sfrè e tutta la Mitraglia Rec, anche grazie a Dr.Cream. Come è nato il collettivo Mitraglia Rec e le collaborazioni con Quentin 40? Mitraglia Rec nasce grazie a Joe Sfrè, padre fondatore, con uno studio di registrazione pazzesco tirato su da lui ed un suo amico. Io sono stato il primo affiliato, ad oggi è uno dei miei fratelli non carnali. Ho sposato la causa Mitraglia Rec ed ho dato tutto quello che potevo, una nuova organizzazione ed amministrazione, mentre lui aiutava me con la musica. Con Quentin 40 la collaborazione è arrivata in un secondo momento, sentendolo in studio ad Ostia da Dr.Cream ne ho riconosciuto subito il talento. Lo ricordo ancora come fosse ieri, la mia ragazza trovò questo testo su un divanetto e lo iniziò a canticchiare quasi spontaneamente sulla base che Cream stava scrivendo per me, metricamente perfetto, con “le doppie” da controcantare sottolineate. Tanto al punto che Joe Sfrè, anche lui solitamente scettico e molto esigente, fu convinto all’instante. Dissi “fermi tutti, chiamiamo questo ragazzo”, e da li iniziò tutto, sono ben 4 anni che collaboriamo. Vi aspettavate il successo ottenuto con il singolo Thoiry? Inutile dire di no, l’avevamo registrata con Cream e Quentin una mattina. Ci rendemmo subito conto però che, riascoltandola in macchina ci “fomentava” in modo estremo. Appena pubbllicato il video, dopo una settimana aveva 3000 visite. Quando le cose devono arrivare arrivano, l’importante è essere sempre se stessi e fare le cose con il Cuore e con la Testa. Com’è venuto fuori il remix con Achille Lauro e Gemitaiz? Come siete entrati in contatto? È iniziato tutto quando Lauro scrisse a Quentin 40 su Instagram. Alepuntoebasta se ne accorse, essendo il suo manager, e ci chiamò uno dopo l’altro a Milano. Dopodichè ci siamo conosciuti meglio, siamo vicini di casa di Achille, Gemitaiz venne chiamato da Lauro, sposò la causa e nel fare il video abbiamo stretto legame. Il vostro collettivo ha portato in Italia un nuovo modo di rappare troncando le parole, avete preso spunto dal rap francese o questa idea innovativa vi è venuta in qualche altro modo? Si, è un marchio di fabbrica di Quentin 40 che lo ha esteso al Mitraglia Rec ed insieme lo abbiamo mescolato alla mia passione per gli animali, versi di elefanti, Disney e “L’Odio” (il film di Mathieu Kassovitz). Più che al rap francese, ci ispiriamo al mondo Afro, parecchio ritmica. Questi gli ingredienti di Thoiry, che tra l’altro nasce da messaggi vocali WhatsApp, ed ancora nessuno lo sa. Questo modo di tagliare le parole lo usava in privato per scrivermi “cose che non possono essere scritte”; mi diceva “oh bro’, non fuma’ tro’ “, oppure “mamma mia che canno’, sto troppo fa’ “. Così una volta mi disse “ma se ci faccio una canzone?” e nacque “Mamma Mia”, ad oggi il suo pezzo a mio parere riuscito meglio. Quali progetti hai in mente per il tuo futuro? Sicuramente arrivare al top con una band al seguito e far cantare le mie canzoni a più gente possibile, a persone che possano capire il nostro messaggio. Dopo l’uscita di Dudemon lo scorso ottobre hai in programma nuova musica o magari un primo album ufficiale? Prossimo video sarà un featuring con…un genio. Sull’album ancora non posso dirvi nulla, da poco però è uscito il singolo/medley “Manama / Je M’En Fous”, prodotto da mio fratello The Eve e Dr.Cream. Abbiamo in programma un evento megagalattico il 28 Febbraio: Carnival Party. Vogliamo ricreare una di quelle seratone come si era soliti fare un tempo nel Rap/Hip-Hop, Centro Sociale street, una lunga lista di artisti e tutto autogestito. Ti ringrazio per aver risposto alle nostre domande. Per concludere ti chiedo di salutare chi vuoi e di ringraziare chi è meritevole di una menzione speciale. Grazie a voi per la disponibilità e per l’articolo. Ringrazio poi in primis The Eve e Randle, i miei primi due collaboratori musicali ed ovviamente Joe Sfrè, tutta la Mitraglia Rec., Dr.Cream, Quentin40, Nino Villani il nostro occhio di falco, Cabiria Show, Box23 Studio, Stroke – Business Booster e tutti quelli che hanno sempre creduto in me.